LA PSICOTERAPIA IN ETA’ EVOLUTIVA

La psicoterapia del bambino del dott. Mistrangelo, a Napoli e a Roma, si svolge con modalità ludica, utilizzando l’approccio terapeutico emotivo – relazionale con varie modalità (verbali e corporee) centrate sui bisogni espressi dal sintomo. Terapia del sintomo ma anche comprensione del disagio profondo che lo ha prodotto ed intervento sull’insieme relazionale e pedagogico che lo coinvolge (famiglia e scuola).

Attraverso il gioco (e il disegno) il bambino esprime e drammatizza i suoi conflitti interni. Mentre nell’adulto e nell’adolescente la relazione terapeutica si caratterizza dallo scambio verbale, dalla narrazione, oltre che dal movimento corporeo, nel bambino lo “svelarsi” avviene attraverso il gioco.

Il gioco è il grande specchio del mondo psichico del bambino. Attraverso di esso è possibile aiutare il piccolo paziente a diventare consapevole delle proprie difficoltà e a dar voce alle sue ansie e ai suoi sentimenti profondi.

A differenza dell’adulto che vive il suo disturbo come qualcosa di estraneo a sé, il bambino vive il disagio e si identifica in esso: non riesce ad operare una separazione simbolica tra sé e la difficoltà che vive.

Il bambino non è abituato a separare sé da cosa prova dentro. Nell’ambito della psicoterapia il bambino impara a riconoscere queste sue difficoltà e a dare loro un senso, alleggerendo il pathos e consentendogli di ritrovare, anche insieme al terapeuta, strategie alternative per affrontare le sue difficoltà.

Nel percorso terapeutico del bambino è obbligatorio un percorso di consapevolezza nella coppia genitoriale del disagio psicologico del figlio/a ed una ricerca di modalità pedagogiche maggiormente adeguate ed in sincronia con la crescita psicologica, relazionale e comportamentale del figlio.

PSICOTERAPIA IN ADOLESCENZA

La Psicoterapia dell’adolescenza, del dott. Mistrangelo a Napoli e a Roma, mira ad aiutare il giovane a prendere parola e sentirsi adeguato, funzionale.

La psicoterapia aiuta l’adolescente a mettere in parola e fare uscire emozioni, pensieri, sogni e desideri che sono spesso vissuti come segreti o inaccettabili. Possono emergere aspetti della personalità che il giovane fino ad allora non considerava e/o riusciva ad accettare: vederli insieme a un adulto gli consente di assumersi la responsabilità di chi è, assumendo tratti di identità.

Il giovane diventa protagonista di sé stesso nel momento in cui chiarisce chi è, e chi non vuole essere.

L’ascolto è specifico per le esigenze evolutive di questa fascia di età.

Una consulenza psicologica con l’adolescente (e con la sua famiglia) può essere utile:

  • in caso difficoltà di socializzazione e relazionecon coetanei e adulti
  • quando vi sono difficoltà inerenti il comportamento
  • alla presenza di difficoltà di apprendimento
  • in caso di disturbi alimentaridi diverso tipo e grado
  • se si manifestano disturbi dell’umore(umore depresso, disinteresse per il mondo circostante, ritiro sociale, apatia)
  • se si evidenziano l’uso di sostanze, comportamenti autolesivi e dipendenze di vario tipo
  • se vi sono sintomi legati ad ansia, paure e fobie
  • in caso problematiche scolastiche(ansia e fobia scolastica, difficoltà di inserimento, bullismo etc.)
  • se il conflitto familiareassume connotazioni molto forti

Un aiuto per i genitori

Quando un giovane o i suoi genitori arrivano a chiedere una consulenza psicologica è solitamente a causa dei sintomi che l’adolescente lamenta e l’obiettivo è quello di superare l’ostacolo che lo sta bloccando nella sua crescita e nel suo affermarsi come individuo.
Ma aiutare solo il giovane il più delle volte non basta: è fondamentale un coinvolgimento dei genitori parallelo e distinto dal figlio. Il giovane porta spesso un disagio nel confrontarsi con i propri genitori ed è importante, per una buona prognosi, che i genitori stessi possano essere sostenuti a ri-modulare la qualità della relazione e comunicazione col figlio.

Avere la collaborazione dei genitori significa rafforzare quella rete che deve sostenere il giovane nel fare il salto.

Inconsapevolmente i genitori impediscono al proprio figlio di fare il salto con le giuste modalità, con il rischio di sbandamenti agli estremi: o lo controllano come se fosse ancora un bambino bisognoso, o prendono le distanze facendolo sentire abbandonato. Compito del genitore è trovare quel difficile e sottile equilibrio tra lo stare accanto e guardare a distanza, rivedendo le modalità di interazione piuttosto che le intenzioni.

Lo scopo della psicoterapia è quello di rendere l’adolescente più partecipe e consapevole del cambiamento che sta vivendo: la possibilità di avere uno spazio personale e intimo dove raccontarsi e capire il proprio mondo interno con l’aiuto di un adulto competente e esterno alle dinamiche familiari può essere di grande aiuto per superare momenti complessi.

A cura del dr. Domenico Mistrangelo, psicologo, psicoterapeuta, Master PNEI.

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