ANSIA

Ogni anno in Italia il disagio psicologico riguarda circa 3.5 milioni di persone, pari quasi al 6% della popolazione, e ben 2.5 milioni di questi manifestano sintomi d’ansia significativi, associati a paura ed insicurezza, modificando la qualità ed il benessere del quotidiano.

L’ansia positiva è una buona alleata quando prepara ad affrontare al meglio un impegno importante. (come il parlare in pubblico o affrontare un primo appuntamento), mentre i disturbi d’ansia patologici sono caratterizzati da una continuità temporale significativa ed apparente assenza di motivazione razionale.

L’ansia patologica è collegata ad una distorsione nella percezione ed elaborazione degli stimoli della realtà (come ammalarsi, partorire, sostenere un esame, acquistare una casa) da parte del nostro sistema centrale e periferico di allarme.

Gli stimoli che innescano una iperattivazione del sistema di allarme sono assolutamente collegati ad una percezione soggettiva. Essi possono riguardare sia eventi “positivi” come acquistare una casa, cambiare una posizione lavorativa in meglio , completare un ciclo di studi. L’ansia può essere scatenata anche da eventi “negativi” come una malattia, la perdita di un lavoro, la perdita di una persona cara. Anche la sola previsione di questi eventi può costituire un fattore di iperattivazione del sistema di allarme.

L’allerta è un sistema psicofisiologico molto importante per la nostra sopravvivenza che coinvolge il corpo, la funzionalità cognitiva, lo stato emotivo. La sua extra o continuata stimolazione costituisce la condizione patologica.

SINTOMI DELL’ANSIA

sintomi principali dell’ansia sono:

  • nervosismo, irritabilità
  • apprensione
  • insonnia
  • alterazione dell’umore
  • apnea
  • palpitazioni
  • aumento della frequenza cardiaca
  • debolezza
  • vertigini
  • crampi allo stomaco, diarrea
  • tremori e sudorazione
  • dolori muscolari

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ATTACCHI DI PANICO

L’espressione più acuta dell’ansia è l’attacco di panico. E’ un’esperienza forte che sin dal primo esordio stravolge e condiziona la vita, vissuta con un profondo senso di insicurezza e di vergogna, con il terrore che possa ripetersi.

Sebbene tremendi, è bene sapere che gli attacchi di panico non sono pericolosi. Di panico non si muore.

CARATTERISTICHE DEL DISTURBO DI ATTACCO DI PANICO

La caratteristica essenziale del disturbo da attacchi di panico è la presenza di attacchi ricorrenti e inaspettati. Una conseguenza cognitiva frequente, e drammatica, è l’instaurarsi della paura della paura: ossia la preoccupazione persistente e latente, durante la giornata, di avere un altro attacco di panico.

La persona si preoccupa continuatamente delle possibili implicazioni degli attacchi d’ansia e cambia il proprio comportamento in conseguenza dei probabili attacchi. Principalmente evita le situazioni in cui teme che essi possano verificarsi. Socialmente si vive con molto imbarazzo il terrore di una crisi improvvisa, al punto di ridurre le frequentazioni e paradossalmente vivere in funzione della paura. Una condizione soggettiva che manifesta improvvisamente un disagio dell’anima. Una pluralità di sintomi somatici, cognitivi e comportamentali che necessitano di un intervento mirato.

La psicoterapia degli attacchi di panico mira a comprendere meglio la natura del disequilibrio, che sta al di sotto dei sintomi, e preparare la persona a recuperare le sue migliori risorse psico-somatiche per vivere adeguatamente il quotidiano.

SINTOMI DEGLI ATTACCHI DI PANICO

I sintomi improvvisi possono riguardare:

  • tremori alle braccia e/o alle gambe;
  • oppressione o fastidio al petto;
  • sensazione di asfissia o iperventilazione;
  • sensazioni di sbandamento, instabilità e svenimento;
  • palpitazioni o tachicardia sempre più forte;
  • paura di morire;
  • sensazioni di torpore o di formicolio;
  • paura di impazzire o di perdere il controllo;
  • nausea o disturbi addominali;
  • sensazioni di irrealtà, di stranezza, di distacco dall’ambiente e da sé stessi (derealizzazione e depersonalizzazione);
  • vampate o brividi;
  • forte aumento della pressione sanguigna (ipertensione) o, al contrario, rapido crollo (ipotensione);
  • paura di stare sempre peggio e di non riuscire a riprendersi;
  • sensazione di formicolio agli arti e alle mani (parestesia).
  • paura che qualcuno veda o osservi il vissuto di angoscia terrificante, un forte senso di fame d’aria e di cuore “impazzito” che fa credere imminente la morte, anche senza un nesso diretto con episodi drammatici.
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Il dott. Mistrangelo tratta il Disturbo di Attacco di Panico presso il suo studio a Napoli e a Roma.

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